La violenza economica è silenziosa, non lascia lividi, si infiltra nel quotidiano in modo quasi invisibile, tanto che chi la subisce spesso non la chiama nemmeno “violenza”, la chiama normalità.
Questa normalità purtroppo ci capita di incontrarla spesso. Davanti a noi troviamo donne che lavorano da anni, tra turni, famiglie e responsabilità enormi e se arriva il momento di ricominciare, si ritrovano con le mani vuote, senza risparmi, senza conto personale, senza autonomia decisionale. Non perché non siano capaci, ma perché qualcun altro per anni ha gestito ogni cosa riguardante il denaro al posto loro, “per comodità”, “per sicurezza”, “per amore”.
Altre donne, invece, non hanno mai potuto lavorare, perché fin dall’inizio qualcuno glielo ha impedito. Piccoli gesti quotidiani, come controllare le spese, decidere come usare i soldi o dire “stai a casa, guadagniamo abbastanza”, sembrano premure, ma costruiscono lentamente una dipendenza totale.
Ci colpisce sempre lo stupore: molte scoprono solo dopo che ciò che hanno vissuto è una forma di controllo e non la normalità. Luogo comune è che i soldi sono un affare da uomini, che la gestione finanziaria è questione di fiducia e non di diritto, e così il controllo viene troppo spesso scambiato per protezione.
Spesso la violenza economica inizia con frasi apparentemente innocue: “questo lo pago io”, “non serve che lavori”, o piccole regole sul denaro condiviso. Sono gesti quotidiani che riducono lo spazio di scelta, perché quando una donna non può decidere, non può davvero scegliere per sé.
Per questo motivo, l’educazione finanziaria e l’accompagnamento all’autonomia economica sono al centro dei nostri progetti, pensati per restituire strumenti concreti di libertà a donne vittime di violenza.
Tra i principali progetti realizzati ci piace ricordare:
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Women to be free – Libere di scegliere: progettonato dalla collaborazione tra DLA Piper, BNL, MicroLab e la cooperativa sociale BeFree, che ha coinvolto 20 donne nella prima edizione e 40 nella seconda. Il percorso prevedeva formazione in aula e tutoraggio individuale sui temi dei diritti sul lavoro, educazione finanziaria, comunicazione empatica e sviluppo d’impresa, per favorire l’inclusione finanziaria e la micro auto-imprenditorialità di donne vittime di violenza ospitate in case rifugio.
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IncludiMi: progetto promosso da Experian, nella prima edizione dedicato a favorire l’inclusione finanziaria di caregiver, stranieri e donne vittime di violenza. Dal progetto è nata grazie alla collaborazione con lo studio legale DLA Piper la video guida finanziaria e fiscale per donne.
Tra i progetti ancora attivi:
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Luana – Prevenzione della violenza e empowerment: coordinato dalla cooperativa sociale EVA nelle province di Benevento e Caserta, mira a potenziare la prevenzione e il contrasto della violenza maschile, sostenere percorsi di liberazione e autonomia economica delle donne e promuovere la decostruzione degli stereotipi di genere. Tra le azioni previste ci sono sportelli di ascolto, esperienze di economia sociale e circolare, percorsi di sostegno alla genitorialità e formazione per operatori del territorio.
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Includimi a scuola: grazie al supporto di Experian e alla collaborazione con FEduF portiamo ogni anno l’educazione finanziaria direttamente nelle classi, offrendo a studenti e studentesse un percorso innovativo che alternava teoria, attività pratiche e un financial game pensato per rendere più accessibili i concetti fondamentali di gestione del denaro. Negli ultimi tre anni abbiamo formato oltre 4000 ragazze e ragazzi, contribuendo a colmare il divario di genere e a rafforzare fin da giovani gli strumenti necessari per riconoscere e prevenire forme future di dipendenza economica.
Oltre che sostenere chi ha già purtroppo subito violenza, vogliamo creare un futuro diverso, lavorando con giovani studenti per fornire sin da subito strumenti e conoscenze che prevengano qualsivoglia forma di dipendenza economica, grazie ai corsi di educazione finanziaria e orientamento al lavoro.
L’educazione finanziaria e l’empowerment economico sono infatti strumenti concreti per riconquistare autonomia, autostima e libertà di scelta, prevenendo e contrastando la violenza economica. L’autonomia economica non è un dettaglio: è la condizione che permette a una donna di scegliere, di restare se vuole o di andare via se deve. È l’inizio della libertà.
