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L’imprenditoria migrante rappresenta oggi uno dei motori più dinamici delle città europee. Non si tratta soltanto di una leva economica, ma di un elemento fondamentale per la resilienza urbana e per la costruzione di società più inclusive.

Le persone migranti che avviano attività imprenditoriali contribuiscono infatti alla creazione di nuovi posti di lavoro, alla rivitalizzazione dei quartieri e all’introduzione di modelli innovativi di business. Tuttavia, il loro potenziale è spesso ostacolato da sistemi di supporto che non riescono a rispondere in modo adeguato alle loro esigenze.

Un sistema ancora frammentato

Nonostante l’importanza crescente del fenomeno, i sistemi di supporto all’imprenditoria migrante restano in molti contesti europei frammentati, poco coordinati e difficilmente accessibili.

Le principali difficoltà riguardano soprattutto due dimensioni:

  • la complessità burocratica dei percorsi di avvio d’impresa
  • le barriere linguistiche nell’accesso a informazioni e servizi

Questi ostacoli non dipendono dalle capacità individuali degli imprenditori migranti, ma da condizioni strutturali che caratterizzano i sistemi di supporto esistenti.

Il Deep Dive del progetto INNOVATE

In questo contesto si inserisce il nuovo Deep Dive prodotto nell’ambito del progetto INNOVATE – Innovating to Enhance Dialogues on Migration Policies and Practices, finanziato dal programma Horizon dell’Unione europea.

Il rapporto, a cura di Olivia Long e Alexander Wolffhardt del Migration Policy Group, analizza un approccio innovativo che mira a colmare i gap esistenti tra ricerca e politiche pubbliche: il modello research-to-policy.

Questo approccio è stato sperimentato tra il 2025 e il 2026 in due contesti urbani europei, Monaco e Torino, grazie alla collaborazione tra diverse realtà, tra cui International Rescue Committee Italia, Associazione Microlab ODV e House of Oyoko | Leadership, Diversity Strategy & Resilience.

Un nuovo modo di costruire politiche pubbliche

Il modello research-to-policy si basa su un principio chiave: le politiche pubbliche sono più efficaci quando nascono da un dialogo strutturato tra ricerca, istituzioni, organizzazioni e comunità coinvolte.

Nel caso del progetto INNOVATE, questo significa mettere in relazione attori diversi per costruire soluzioni più aderenti ai bisogni reali dei territori.

Dall’analisi emergono tre elementi fondamentali:

  • il coinvolgimento attivo di una pluralità di stakeholder, incluse le comunità migranti
  • l’utilizzo sistematico di dati ed evidenze per orientare le decisioni
  • il riconoscimento della natura strutturale delle barriere all’imprenditoria migrante

Dal problema alla soluzione

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal report è il cambio di prospettiva: le difficoltà incontrate dagli imprenditori migranti non sono da leggere come problemi individuali, ma come espressione di limiti strutturali dei sistemi esistenti. Questo implica un ripensamento profondo delle politiche di supporto, che devono diventare più integrate, accessibili e basate su evidenze concrete.

Il messaggio del report è chiaro: quando ricerca, dialogo e sperimentazione lavorano insieme, è possibile costruire politiche pubbliche più efficaci e inclusive. Il progetto INNOVATE mostra come il ponte tra ricerca e policy non sia solo auspicabile, ma necessario per affrontare le sfide complesse legate alla migrazione e allo sviluppo urbano in Europa.

Scarica il report qui.

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