Articolo di Giulia Alessandri – Business Mentor Microlab
Nel lavoro di mentoring emerge spesso un elemento ricorrente: molte donne che vogliono fare impresa non partono da una condizione neutra.
Accade frequentemente che una donna che avvia un progetto imprenditoriale:
- mantenga un lavoro da dipendente
- si occupi dei figli
- gestisca gran parte delle attività domestiche
- si prenda cura di genitori anziani o familiari
E tutto questo mentre costruisce un’idea di business.
Non è raro incontrare donne che decidono di mettersi in gioco anche a 40 o 50 anni. Partono con entusiasmo, visione e determinazione. Ma se il contesto intorno non cambia — se i carichi restano sbilanciati e gli stereotipi restano interiorizzati — quell’energia può ridursi nel tempo.
Spesso la frase che emerge è:
“Non è il momento giusto.”
Ma il problema raramente è il momento.
Spesso è il sistema di equilibri che circonda la persona.
Quando il tempo per il progetto imprenditoriale si riduce alle sere o ai weekend, e si somma alla stanchezza accumulata durante la settimana, portare avanti un’impresa diventa molto più difficile.
In questi casi il supporto della rete familiare diventa determinante. La condivisione dei ruoli e delle responsabilità incide direttamente sulla possibilità di dedicare tempo ed energia a un progetto imprenditoriale.
Approcci diversi al fare impresa
Oltre ai fattori sociali, esistono anche differenze nel modo di affrontare un progetto imprenditoriale.
Generalizzare è sempre rischioso, ma nella pratica si osservano alcune tendenze.
Molti uomini tendono a misurare il successo attraverso risultati economici immediati e obiettivi quantitativi nel breve periodo.
Molte donne, invece, dedicano più attenzione a elementi come:
- la progettazione
- la costruzione delle relazioni
- l’ascolto del mercato
- la risoluzione dei problemi prima della crescita
Questo approccio viene talvolta interpretato come lentezza. In realtà può rappresentare un investimento strategico nel medio e lungo periodo.
Un’impresa costruita con attenzione alle relazioni, alla sostenibilità e alla qualità delle scelte spesso sviluppa basi più solide nel tempo.
Il punto non è stabilire quale approccio sia migliore.
Il punto è riconoscere che esistono modi diversi di costruire un’impresa.
Il ruolo dell’accompagnamento
Quando una donna decide di avviare un’attività, avere un supporto adeguato può fare una grande differenza.
L’accompagnamento non serve a trasformarla in una copia di modelli imprenditoriali esistenti. Serve piuttosto a fornirle strumenti, metodo e visione per sviluppare il proprio percorso.
Un buon percorso di mentoring aiuta a:
- chiarire gli obiettivi
- riconoscere e superare stereotipi interiorizzati
- sviluppare un metodo di lavoro sostenibile
costruire fiducia nelle proprie capacità
Soprattutto, offre uno spazio in cui il proprio modo di fare impresa viene riconosciuto come valido.
Non è una questione di genere. È una questione di consapevolezza.
Parlare di impresa femminile non dovrebbe servire a creare categorie. Serve piuttosto a rendere visibili dinamiche che ancora oggi influenzano l’accesso e la permanenza delle donne nel mondo imprenditoriale.
Finché le condizioni di partenza non saranno realmente paritarie, continuare a parlarne rimane necessario.
Ma oltre alla consapevolezza delle difficoltà, è utile concentrarsi anche sugli strumenti concreti che possono aiutare una donna a sviluppare il proprio progetto.
Strumenti pratici per le donne che vogliono fare impresa
1. Definire il proprio modello di successo
Il successo non è uguale per tutti.
Prima di sviluppare un’impresa è utile chiedersi:
- Voglio creare una grande azienda o un’attività sostenibile per la mia vita?
- Quanto spazio voglio lasciare alla famiglia e alla vita personale?
- Quanto rischio sono disposta ad assumermi?
Definire il proprio modello di successo permette di costruire un’impresa coerente con i propri valori.
2. Proteggere il tempo per il progetto
Uno dei problemi più frequenti è la frammentazione del tempo.
Un primo passo concreto è individuare blocchi di tempo protetti, dedicati esclusivamente al progetto imprenditoriale.
Ad esempio:
- due sere a settimana
- mezza giornata in settimana o nel weekend
- 1 – 2 giornate a settimana
- una mattina libera dedicata alla pianificazione
Non serve avere molto tempo. Serve avere tempo costante.
3. Imparare a delegare e condividere i carichi
Molte donne tendono ad assumersi molte responsabilità contemporaneamente.
Fare impresa richiede invece di sviluppare una capacità fondamentale: delegare.
Delegare può significare:
- condividere alcune responsabilità familiari
- esternalizzare alcune attività operative anche familiari
- chiedere aiuto a collaboratori o professionisti
Non è un segno di debolezza. È una competenza imprenditoriale.
4. Costruire una rete di confronto
L’imprenditoria può essere un percorso solitario.
Per questo è importante costruire reti di confronto, ad esempio:
- gruppi di imprenditrici
- programmi di mentoring
- community professionali
- eventi di networking
Condividere esperienze e difficoltà permette spesso di trovare soluzioni più velocemente.
5. Sviluppare fiducia nelle proprie competenze
Molte ricerche mostrano che le donne tendono a sottovalutare le proprie competenze più degli uomini.
Un lavoro importante consiste quindi nel:
- riconoscere le proprie capacità: Il primo passo è fare un bilancio delle proprie esperienze, non solo professionali ma anche personali. Molte competenze utili per fare impresa — come organizzare attività, gestire relazioni o risolvere problemi — si sviluppano anche nella vita quotidiana.
Può essere utile anche chiedere un confronto a persone di fiducia o a un mentor: uno sguardo esterno spesso aiuta a riconoscere qualità che tendiamo a sottovalutare.
Infine, prova a chiederti come queste capacità possano diventare una risorsa concreta per il tuo progetto imprenditoriale e per rispondere a un bisogno reale.
- valorizzare le esperienze già maturate: Ogni esperienza, professionale o personale, può contenere competenze utili per fare impresa. Lavori precedenti, attività di volontariato, gestione della famiglia o progetti portati avanti nel tempo possono aver sviluppato capacità organizzative, relazionali e decisionali.
Rileggere il proprio percorso con questa prospettiva aiuta a riconoscere risorse già presenti e a capire come possano essere applicate nel proprio progetto imprenditoriale.
- accettare che non è necessario sapere tutto all’inizio: Avviare un’impresa non significa avere tutte le risposte fin da subito. Molte competenze si sviluppano lungo il percorso, attraverso l’esperienza, gli errori e il confronto con altri. L’importante è partire con una direzione chiara e la disponibilità ad imparare strada facendo.
Prenditi del tempo per lavorare su questi aspetti e scriverli nero su bianco. Mettere per iscritto le proprie esperienze, le competenze sviluppate e ciò che si desidera imparare aiuta a fare ordine nelle idee e a vedere con maggiore chiarezza il proprio percorso.
Puoi partire da tre semplici domande:
- Quali esperienze ho già fatto che possono essermi utili per fare impresa?
- Quali capacità utilizzo più spesso nel mio lavoro o nella mia vita quotidiana?
- Quali competenze voglio sviluppare nei prossimi mesi?
Scrivere queste riflessioni permette di trasformare intuizioni spesso confuse in elementi concreti su cui lavorare, rendendo più chiaro il punto di partenza e i passi successivi del proprio progetto.
6. Usare l’empatia come vantaggio competitivo
Caratteristiche spesso considerate “femminili” possono diventare un vantaggio imprenditoriale:
- capacità di ascolto
- attenzione alle relazioni
- sensibilità verso i bisogni delle persone
- costruzione di comunità attorno al progetto
Molte imprese di successo nascono proprio da una forte capacità di comprendere le persone.
Inizia da qui
Se stai pensando di avviare un’impresa, può essere utile fermarti e riflettere su alcune domande:
- Qual è il problema che voglio risolvere con la mia idea?
- Quanto tempo posso dedicare realmente al mio progetto oggi?
- Quali competenze possiedo già e quali devo ancora sviluppare?
- Chi può supportarmi in questo percorso?
- Quale tipo di impresa sarebbe davvero sostenibile per la mia vita?
Le risposte a queste domande non costruiscono automaticamente un’impresa. Ma aiutano a costruire un percorso più consapevole.
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